sabato 21 marzo 2009

Cucina vietnamita - crepes di riso

Per la pastella:
2 tazze di farina di riso,
½ tazza di latte di cocco non dolcificato,
2 1/3 tazza d’acqua,
1 cucchiaino di zucchero,
½ cucchiaino di sale.

Per la pastella: Mettere la farina di riso, il latte di cocco, l’acqua, lo zucchero e il sale in una ciotola e miscelare il tutto in modo tale che gli ingredienti si amalgamino, assicurandosi che non ci siano grumi.

Farne crepes ... *bianche* ovviamente *__*

A me piacciono fatte sottili sottili, farcite in vari modi ... io faccio fusion, ci metto cibo asiatico ma non carni di maiale come vorrebbe la loro ricetta tradizionale, piuttosto tofu a dadolini piccini, verdure, poi salsa di soia ...

giovedì 19 marzo 2009



Alison Lyons

Alison Lyons
Vanitas compendious

Philippe de Champaigne
"Repentant Magdalene"
(17th century)

mercoledì 18 marzo 2009

Le italiane e la percezione del colore della loro pelle

Partecipando o anche solo leggendo alcuni forum online, dedicati alla Bellezza femminile, una delle cose che noto è che moltissime donne italiane non sono contente del colore della loro pelle. La vorrebbero più colorita, e parecchie non vedono l'ora che ogni anno ritorni l'estate per potersi abbronzare.
I luoghi di mare sono luoghi meravigliosi, per carità, e poi in Italia abbiamo km e km di coste, è logico e naturale per noi amare il mare.

Molte donne dicevo, lamentano imperfezioni più o meno evidenti, da quello che ho potuto constatare il più delle volte esagerano, il fatto è che non capisco come un tono più scuro potrebbe camuffare questi problemi ? Loro sono convinte di questo.

Ovviamente la soluzione è dedicare più attenzione alla beauty routine della pelle, mangiare meglio e usare sempre una buona protezione solare.





William-Adolphe Bouguereau
"The Wave"

Edward Robert Hughes
"Heart of Snow"

giovedì 25 dicembre 2008

L'inverno rovina la pelle

http://www.adnkronos.com/IGN/Altro/?id=3.0.2706840883

L'inverno rovina la pelle

Visite gratis alle tassiste milanesi, la luce fa invecchiare anche quando piove La temperatura si abbassa, il sole impallidisce e le nuvole lo schermano. Ma anche se piove o nevica, la luce persiste e resta la prima responsabile dell'invecchiamento cutaneo. L'inverno, insomma, rovina la pelle. Per invitare il gentil sesso a prendere provvedimenti mirati nasce il progetto 'XL. La protezione viaggia in taxi', promosso da La Roche-Posay insieme all'Adit (Associazione donne italiane tassiste). Le conducenti 'in rosa' sono infatti l'esempio perfetto di come, anche vivendo chiusi nell'abitacolo di un'auto, non si possa sfuggire all'effetto dei raggi Uva. Con l'obiettivo di comunicare l'importanza della fotoprotezione quotidiana, dunque, a tutte le tassiste milanesi verranno offerti una visita dermatologica sulle esigenze cutanee individuali e un kit omaggio con 6 prodotti 'scudo' personalizzati. L'esposizione quotidiana alla luce del giorno, ricordano gli esperti, causa i due terzi dell'invecchiamento cutaneo. Colpa dei raggi Uva, che sono "presenti nella luce diurna e non sono schermati né dalla plastica né dal vetro - spiega Fernanda Distante, specialista in dermatologia e venereologia - per cui si risulta esposti anche negli ambienti chiusi, come in ufficio o in auto, attraverso vetri e finestre e in tutte le stagioni dell'anno, dall'alba al tramonto. Gli Uva sono in grado di penetrare nel derma e determinare l'insorgenza dei tipici segni cutanei di fotoinvecchiamento. Per chi lavora in ambiente chiuso, il 48% della dose annua di Uva è assorbito d'estate, il che significa che il restante 52% è ricevuto nel resto dell'anno. Quest'ultima è una quantità ingente e corrisponde a dosi regolari di Uva più o meno modeste, assunte in modo cronico e inconsapevole", sottolinea. Per prevenire l'invecchiamento cutaneo è quindi fondamentale proteggere la pelle ogni giorno dall'azione dei raggi Uv. Ma uno schermo solare classico pu non essere la soluzione più corretta, assicurano gli specialisti. "Se l'indice Uvb varia con le ore del giorno, le stagioni, il cielo limpido o nuvoloso, il passaggio attraverso vetro e vestiti - aggiunge Luigi Rigano, docente di Chimica dei prodotti cosmetici - questo non avviene per l'indice Uva che rimane costante, per tutte le ore del giorno, durante tutto l'anno e in diverse condizioni espositive", precisa. Ecco perché un prodotto da usare quotidianamente, nella vita lavorativa e non, in tutti i periodi dell'anno, "deve possedere caratteristiche molto diverse da quelle di un prodotto schermante per esposizione da spiaggia", avverte. Se per il mare è necessario un prodotto ad alta protezione, con rapporto di protezione Uva/Uvb pari a uno su tre, per la città lo 'scudo' dagli Uvb pu essere più basso e il rapporto ideale diventa uno a uno.