venerdì 25 dicembre 2009

all' Accademia Ligustica di Belle Arti, Genova


il presepe più carino che ho visto in questi giorni, è un micro-presepe in cera di J. B.Cetto (sec. XVIII).

lunedì 21 dicembre 2009

Hendrick Avercamp

"Scena sul ghiaccio"
c.1608

Giovanni Segantini

"Il ritorno dal bosco"
1890

Cuno Amiet

"Grosser Winter"
Paesaggio di neve, detto anche Grande inverno
1904
Olio su tela
Cm 178 x 235
Musèe d'Orsay

Cuno Amiet

"Grosser Winter" (part.)

domenica 20 dicembre 2009

LaMMa

sito di Previsioni della radiazione UV

http://www.lamma.rete.toscana.it/previ/ita/ruva.html

martedì 8 dicembre 2009

Claude Monet

Claude Monet
"La Gazza"
1868 - 1869
Olio su tela
Cm 89 x 130
Parigi, museo d'Orsay

lunedì 7 dicembre 2009

domenica 6 dicembre 2009

Tiah Eckhardt

la playmate italiana dicembre 2009



foto: Satoshi Saikusa

giovedì 3 dicembre 2009

giovedì 26 novembre 2009

serpente a sonagli albino

Jean Fouquet

Jean Fouquet (Tours verso il 1415 e il 1420 - tra il 1478 e il 1481).
Pittore e miniatore francese.

Dittico di Melun, Madonna col Bambino e cherubini

martedì 24 novembre 2009

Tullio Lombardo

"Bacco e Arianna"
1505–10

Francesco Primaticcio

"Ulisse e Penelope"
1563

Niba

"White in The Mirror"
terracotta enamel acrylic

Audrey Kawasaki

"She Who Dares"


Audrey Kawasaki

"Longing"

sabato 7 novembre 2009

un'oca!



^_^

lunedì 17 agosto 2009


domenica 9 agosto 2009

ancora Nicoletta Ceccoli ...




















da Corriere della Sera.it/ Salute:
http://tinyurl.com/mulzec

E’ il verdetto dell’Agenzia per la ricerca sul cancro dell’Oms

«Lampade solari cancerogene»

Aumentano il rischio di tumori della pelle, specie se a esporsi sono i ragazzi. Gli esperti: «Mancano le regole»

MILANO – Niente più dubbi. Le lampade abbronzanti sono cancerogene e, soprattutto se l’abitudine al lettino solare inizia da giovanissimi, aumentano notevolemente i rischi di tumore cutaneo, anche di una forma aggressiva come il melanoma. Sono le conclusioni dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), che ha deciso di alzare il livello di rischio delle apparecchiature Uv, passandole dalla categoria di «probabili cancerogeni» a quella di «cancerogeni per l’uomo».

«PROVE SUFFICIENTI» - «L’analisi di oltre 20 studi epidemiologici dimostra che il rischio di melanoma aumenta del 75 per cento se l’uso delle apparecchiature abbronzanti inizia prima dei 30 anni» spiegano in un comunicato gli autori della revisione (20 ricercatori di nove paesi diversi). Non solo, risulta altrettanto evidente che le lampade espongono anche a rischi più elevati di melanoma oculare. «Tutto ciò – riassumono i ricercatori – rafforza le raccomandazioni dell’Oms di evitare lampade solari e proteggersi dall’esposizione eccessiva al sole». Il rapporto completo appare sul numero di agosto della rivista Lancet Oncology .

C’E’ CHI RISCHIA DI PIÙ - Con la nuova classificazione, lettini e docce solari vanno dunque ad affiancare fattori di rischio come l’amianto, gli alcolici, il fumo, l’epatite o il radon (questi agenti, infatti, compaiono nella lista di cancerogeni «gruppo uno» dell’Iarc). Dire che sono fattori di rischio certi per i tumori significa anche dire che sono egualmente pericolosi? «Non direi – risponde Natale Cascinelli, referente del programma melanoma dell’Organizzazione mondiale della sanità -. L’amianto è pericoloso per tutti, così come le sigarette. I raggi Uv sono pericolosi soprattutto per chi appartiene al fototipo uno: pelle e occhi chiari, capelli rossi o biondi». E l’esempio classico è il «paradigma degli Scozzesi»: «In Scozia ci sono 13-15 casi di melanoma ogni 100mila abitanti. Fra gli scozzesi emigrati nel Queensland, «the sunshine state» in Australia, la cifra sale a 63 ogni 100mila, proprio per la combinazione micidiale fra caratteristiche genetiche e esposizione ambientale. In Europa l’incidenza del melanoma è massima in Scozia , Svezia e Norvegia, dove di certo non abbonda il sole, ed è invece più bassa nei paesi Mediterranei».

LAMPADE PIU’ PERICOLOSE DEL SOLE? – Si parla spesso degli effetti benefici del sole, che fra le altre cose, stimola la produzione di vitamina D, alleata nella prevenzione di molte malattie, compresi alcuni tumori. Eppure l’Iarc classifica le radizioni solari come cancerogeni del gruppo 1 sin dal 1992. «Certo che il sole è un cancerogeno, quello mal preso, senza filtri e senza precauzioni – spiega Giovanni Leone, responsabile del servizio di fotodermatologia dell’Istituto San Gallicano di Roma –. In teoria il meccanismo di cancerogenesi è lo stesso per i raggi solari e per quelli delle lampade. Ma il sole fa parte del nostro ambiente naturale, ne abbiamo bisogno. Al contrario, le lampade sono uno strumento spinto dal mercato della bellezza. Emettono radiazioni Uva anche sette o otto volte superiori a quelle che si possono assorbire in una giornata di sole». Ma non aiutano a preparare la pelle alla spiaggia? «E’ una sciocchezza, una vecchia credenza. L’abbronzatura prodotta dagli Uva – prosegue Leone - non è protettiva, a differenza di quella solare, che è un fenomeno decisamente più completo. Se proprio le lampade si devono usare, che almeno ci siano informazione, controlli e prevenzione».

VUOTO NORMATIVO – E non è solo il mondo scientifico a chiedere regole per l’industria del colorito dorato (13mila esercizi autorizzati più qualche migliaio non autorizzati, comprese apparecchiature sparse in hotel, palestre, negozi di parrucchieri), ma anche quello politico. A fine giugno, i senatori radicali-Pd Donatella Poretti e Marco Perduca hanno presentato un’interrogazione al ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali Maurizio Sacconi e al ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, ricordando che la legge sull’attività di estetista (legge n. 2 del 1990) prevedeva norme per regolare caratteristiche tecniche, cautele, modalità di regolazione e esercizio (compresa la formazione degli addetti) delle apparecchiature elettromeccaniche usate nei beauty center. Tali norme dovevano essere emanate entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge, invece sono passati 19 anni. Solo la Regione Piemonte ha prodotto nel 2003 un regolamento regionale che prevede sanzioni fino alla chiusura dell’attività.

CHI CONTROLLA CHI? - Chi controlla che un quindicenne non si arrostisca in un lettino solare un giorno sì e uno no? E quanti gestori rimanderebbero indietro un cliente pel di carota? Alzi la mano chi non è mai entrato in un solarium andando dritto verso la cabina, senza che nessuno si sognasse di regolare prima tempi e intensità adatti. «Servono subito norme – insiste Giovanni Leone - che definiscano l’obbligo di qualifica per il personale che gestisce le attrezzature, di informazione all’utenza dei potenziali rischi, di selezione dell’utenza in base a fattori di rischio, come l’età e il tipo di pelle».

NIENTE SOLARIUM PER I RAGAZZI – In Francia, oltre a promuovere controlli a tappeto sugli esercizi, è stato vietato ai minorenni l’uso dell’abbronzatura artificiale, come raccomandato da Oms e Unione Europea, mentre Germania e Gran Bretagna ci stanno pensando. Negli Stati Uniti le norme sono generalmente severe, sempre con un occhio di riguardo per i teenager. «Tanto più giovane è l’individuo, tanto meno i melanociti sono maturi e pronti a reagire alle radiazioni Uv» ammonisce Cascinelli. Meglio allora che i giovanissimi si accontentino del colorito di una giornata all’aperto.

USARE LA TESTA – In generale vale l’invito al buon senso, ribadisce Cascinelli: «Quando si va a fare una lampada bisogna comportarsi come quando si prende il sole, occorre procedere con gradualità. Se una persona pallida dopo l’inverno ha fretta di abbronzarsi e fa un lettino da venti minuti è come se si sdraiasse al sole cocente di mezzogiorno! E le scottature sono un segnale d’allarme, sia al sole sia dall’estetista, da non sottovalutare». Meglio darsi una regolata e, in caso di dubbi, chiedere al dermatologo.

Donatella Barus
(Fondazione Veronesi)
30 luglio 2009

lunedì 3 agosto 2009

William-Adolphe Bouguereau

"L'aurora" - 1881

William-Adolphe Bouguereau

"Il giorno" - 1884

William-Adolphe Bouguereau

"Il crepuscolo" 1882

William-Adolphe Bouguereau

"Biblis" - 1884

venerdì 31 luglio 2009

Lampade abbronzanti cancerogene: allarme Oms.

http://www.aduc.it/dyn/parlamento/noti.php?id=267674

29 Luglio 2009

Intervento della senatrice Donatella Poretti, Radicali - Pd, segretaria commissione Igiene e Sanita'

Le lampade abbronzanti sono "cancerogene": a lanciare l'allarme e' l'agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell'Organizzazione mondiale della sanita' (Oms) che ha elevato la pericolosita' dei raggi ultravioletti delle lampade da "probabilmente cancerogeni" (classificazione che risale al 1992) a "cancerogeni".
"L'uso di lettini solari e' cancerogeno e causa di melanomi alla pelle e agli occhi", ha riferito Vincent Cogliano, il ricercatore che ha condotto gli studi. Il rischio di melanoma, il cancro della pelle, aumenta fino al 75 per cento quando l'uso di lampade abbronzanti inizia prima dei 30 anni, secondo lo studio pubblicato sul britannico Lancet.La legge 2/1990 disciplina in Italia l'attivita' di estetista, e prevede che i ministeri competenti avrebbe dovuto emanare entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della stessa, norme per determinare le caratteristiche tecnico-dinamiche e i meccanismi di regolazione, nonche' le modalita' di esercizio e di applicazione e le cautele d'uso degli apparecchi elettromeccanici usati dagli esercizi che svolgono attivita' di estetista.Il termine di 120 giorni e' largamente scaduto e niente e' stato emanato.La regione Piemonte ha fatto da se' con legge regionale n.54/1992 e, nonostante questo, nel 2007, secondo dati delle Asl piemontesi, il 40% dei centri estetici piemontesi contravveniva alle norme.Come rileva Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), in Italia sono circa 13.000 gli esercizi commerciali autorizzati (solaria, centri estetici) che utilizzano apparecchiature provviste di sorgenti di radiazione UV per l'abbronzatura artificiale della pelle, oltre a un numero non trascurabile di palestre, negozi di acconciatore e alberghi che offrono alla loro clientela l'uso di apparecchiature e lampade abbronzanti.
Secondo l'Agenzia internazionale di ricerche sul cancro (IARC), l'uso delle lampade abbronzanti aumenta del 75% il rischio di melanoma (tumore maligno della pelle) nelle persone sotto i 30 anni di eta'.
In Francia le lampade abbronzanti sono proibite ai minori di 18 anni.
In Germania e in Gran Bretagna, dato l'alto incremento dell'incidenza del melanoma collegato all'esposizione in giovane eta' ai raggi abbronzanti UV delle lampade, si apprestano a fare altrettanto.
In Italia la stima dei casi di melanoma e relativi decessi e' di 7.000 ogni anno.
Per queste ragioni, con il senatore Marco Perduca avevamo gia' rivolto un'interrogazione al Ministro del Lavoro e Salute e al Ministro dello Sviluppo economico, per sapere: - se i Ministri intendano disporre opportune norme a tutela della salute, in particolar modo delle persone in giovane eta', di chi sceglie di utilizzare lampade abbronzanti;- quali giustificazioni forniscono i Ministeri rispetto alla mancata emanazione delle norme di cui all'art. 10 della legge del 4 gennaio 1990.

Qui il testo dell'interrogazione
http://www.aduc.it/dyn/parlamento/docu.php?id=264445

giovedì 30 luglio 2009

Nicoletta Ceccoli


Nicoletta Ceccoli

Nata nella Repubblica di San Marino il 17 marzo del 1973. Si è diplomata nella sezione di cinema di animazione presso l’istituto statale d’arte di Urbino.
Oggi ho scoperto questa artista, mi piace **tantissimo** !!!
"Butterfly"

"Maddalena Penitente" di Antonio Canova

domenica 26 luglio 2009

venerdì 24 luglio 2009

lunedì 6 luglio 2009

pelle candida ...

quindi il pennello per il viso bianco ! di Shu Uemura ...

venerdì 3 luglio 2009

creme protettive solari estate 2009

Torno qui, sul mio ... candido blog ... a scrivere di creme solari, dell'estate 2009.
In realtà io logicamente sono una di quelle donne che protegge la pelle del viso tutto l'anno ... comunque scrivo qui di alcune novità, soprattutto riguardo i filtri fisici, in particolare a base di ossido di zinco.

Le informazioni riportate qui di seguito ovviamente non le ho scritte io, semplicemente mi fa piacere contribuire a diffonderle, dopo aver letto e sentito di tutto un pò.

L'immagine rappresenta la raccomandazione di:
evitare esposizioni prolungate al sole nelle ore di maggiore intensità solare, in genere tra le 11:00 e le 15:00;

ove non sia possibile restare al riparo dal sole, restare ben coperti ; cappelli e occhiali da sole possono fornire una protezione supplementare;

evitare l'esposizione diretta al sole di neonati e di bambini piccoli;

applicare i prodotti di protezione solare in quantità sufficiente . La corretta applicazione del prodotto è importante quanto la scelta del prodotto stesso. Per conseguire la protezione indicata con il "fattore di protezione solare", è necessario applicare una quantità di 2mg/cm². Tale quantità rappresenta circa 36 grammi (6 cucchiaini da tè pieni) di prodotto solare per un corpo adulto.
Per il viso applicare i prodotti di protezione solare in quantità sufficiente . La corretta applicazione del prodotto è importante quanto la scelta del prodotto stesso. Per conseguire la protezione indicata con il "fattore di protezione solare", è necessario applicare una quantità di 2mg/cm². Tale quantità rappresenta circa 36 grammi (6 cucchiaini da tè pieni) di prodotto solare per un corpo adulto.
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Per il viso la quantità sarebbe, facendo la conversione : 1,5ml - 1,7ml, quantità che si può misurare ad esempio con una siringa (senza ago ovviamente), o con i comodi misurini belli colorati che hanno le appassionate di solari, o con un vecchio misurino ad esempio di un integratore.
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Attualmente i consumatori utilizzano soltanto ½ di tale quantità. Per mantenere la protezione occorre applicare nuovamente il prodotto dopo aver nuotato od essersi asciugato.

giovedì 2 luglio 2009

http://tinyurl.com/mk9p2x

Politica dei consumatori: quest'estate, proteggersi dal sole in modo intelligente

L'inizio delle vacanze offre alla Commissione Europea l'opportunità di attirare l'attenzione dei consumatori sull'importanza di un'adeguata protezione dal sole quest'estate e delle più chiare norme di etichettatura sui prodotti di protezione solare. Le nuove etichette che comprendono un nuovo logo o sigillo UV-A sui flaconi e il divieto di espressioni ingannevoli quali "schermo totale" o "protezione totale", rappresentano una risposta a una raccomandazione della Commissione riguardo ai prodotti di protezione solare adottata nel settembre del 2006. La Commissione desidera altresì rammentare loro che, per vari motivi, i prodotti solari non costituiscono che uno dei mezzi di protezione dalle radiazioni solari ultraviolette.
Meglena Kuneva, commissario responsabile della tutela dei consumatori, ha affermato: "Quest'estate il nostro messaggio ai consumatori è molto chiaro: non dimenticate che il prodotto solare non è che una delle varie misure da adottare per proteggersi efficacemente dal sole, cercate le nuove etichette e adottate una decisione informata sui prodotti solari da utilizzare quest'estate per voi stessi e per la vostra famiglia
Androulla Vassiliou, commissario per la salute, ha detto: "Tutti, giovani e anziani, debbono essere ben informati circa l'insieme di misure che aiutano a proteggersi dalle radiazioni ultraviolette, godendosi nel contempo il sole. Per questo motivo la Commissione europea controlla l'esposizione ai raggi ultravioletti e i suoi effetti sull'incidenza dei cancri della pelle, nonché l'elaborazione di adeguate strategie di prevenzione e di riduzione del rischio nell'ambito del programma in materia di sanità."

Migliore etichettatura

Le prescrizioni in merito alle informazioni da indicare sull'etichetta dei prodotti solari sono state fissate in una raccomandazione della Commissione, nel settembre 2006, sull’efficacia dei prodotti per la protezione solare e sulle relative indicazioni. Nel contesto della raccomandazione:
non debbono più essere utilizzate dichiarazioni quali "schermo totale" o "protezione al 100%". Malgrado la frequente indicazione relativa a “schermo totale” e “protezione totale”, non esiste un prodotto che possa fornire una protezione totale nei confronti dei raggi UV.
occorre utilizzare descrizioni normalizzate (protezione “bassa” – “media” – “elevata” e “molto elevata”) insieme ai tradizionali indicatori del fattore di protezione solare al fine di orientare il pubblico verso la scelta dell'adeguato prodotto di protezione solare;
migliore etichettatura della protezione contro i raggi UV-A : mentre le radiazioni UV-B sono causa di “scottature”, le radiazioni UV-A causano un invecchiamento prematuro della pelle e interferiscono con il sistema immunitario umano. Entrambi i tipi di radiazione contribuiscono in modo rilevante al rischio di cancro della pelle. Il cosiddetto "fattore di protezione solare" riguarda soltanto livelli uguali di scottatura solare (radiazioni UV-B) e non effetti simili provocati dalle radiazioni UV-A. I prodotti di protezione solare che proteggono soltanto contro i raggi UV-B possono indurre un falso senso di sicurezza in quanto essi consentono ai raggi UV-A raggiungere la pelle.
Il settore sta introducendo sulle etichette dei prodotti un sigillo UV-A normalizzato che indica una protezione minima quantificata contro i raggi UV-A che aumenta parallelamente a un fattore di protezione solare più elevato e si basa su un metodo di prova standardizzato.
Fatti riguardo all'applicazione della raccomandazione della Commissione
L'associazione europea Colipa, che rappresenta gli interessi dell'industria dei prodotti cosmetici, degli articoli da toletta e dei profumi, per la seconda volta ha effettuato un'indagine presso tutti i suoi membri sulla situazione del mercato UE 2009 riguardo al livello di conformità dei prodotti solari alla raccomandazione UE.
Quanto al livello richiesto di protezione UV-A nei prodotti solari (rapporto minimo 1:3 di protezione UV-A/protezione UV-B), per il 96% i prodotti sono conformi alla raccomandazione UE.
Per quanto concerne il nuovo logo UV-A, nel 95% dei prodotti solari viene utilizzato il logo normalizzato UV-A della Colipa, che consente ai consumatori di riconoscere facilmente i prodotti che offrono un'adeguata protezione UV-A.
Nel complesso, dall'indagine della Colipa si evince che le prescrizioni in materia di protezione, figuranti nella raccomandazione CE del 2008, sono state realmente recepite nel mercato comunitario. In pratica, ogni prodotto solare offerto ai consumatori è conforme alle aspettative delle CE.

Che cosa debbono sapere i consumatori quest'estate?

I consumatori dovrebbero cercare prodotti con il sistema migliorato di etichettatura. Contemporaneamente si consiglia ai consumatori di utilizzare prodotti di protezione solare soltanto come una delle varie misure di protezione contro il sole . Tra le altre misure possiamo citare:
evitare esposizioni prolungate al sole nelle ore di maggiore intensità solare, in genere tra le 11:00 e le 15:00;
ove non sia possibile restare al riparo dal sole, restare ben coperti ; cappelli e occhiali da sole possono fornire una protezione supplementare;
utilizzare prodotti di protezione solare contro le radiazioni UVB e UVA ;
evitare l'esposizione diretta al sole di neonati e di bambini piccoli ;
applicare i prodotti di protezione solare in quantità sufficiente . La corretta applicazione del prodotto è importante quanto la scelta del prodotto stesso. Per conseguire la protezione indicata con il "fattore di protezione solare", è necessario applicare una quantità di 2mg/cm². Tale quantità rappresenta circa 36 grammi (6 cucchiaini da tè pieni) di prodotto solare per un corpo adulto. Attualmente i consumatori utilizzano soltanto ½ di tale quantità. Per mantenere la protezione occorre applicare nuovamente il prodotto dopo aver nuotato od essersi asciugato.





Fattore di protezione UVA minimo raccomandato, ecco il simbolo da ricercare sulla confezione di un solare controllato :

Solari con schermo fisico

Dal sito Weleda Italia
http://tinyurl.com/lvlepq

Protezione solare

Comunicazione sui solari

Potrebbe succedere che il vostro erborista/farmacista di fiducia vi informi che i solari Weleda non siano più disponibili. Vorremmo quindi spiegarvi il perché: nel 2008 la Commissione Europea ha rilasciato una raccomandazione riguardante il cambiamento del regime di etichettatura dei prodotti solari. In vista di questi cambiamenti è stato tra l’altro stabilito di introdurre un nuovo logo per indicare il livello di protezione dai raggi UV-B e UV-A. Questo non è previsto dallo standard australiano, a cui fanno riferimento i solari Weleda, dove il fattore di protezione indicato nell’etichetta si riferisce solo ai raggi UV-B.I solari alla Stella alpina Weleda sono formulati con filtri minerali, gli unici accettati come ingredienti nella certificazione della cosmesi naturale (BDIH, NaTrue). Recenti ricerche confermano la validità di prodotti solari a base di filtri minerali che garantiscono una protezione dermatologica sicura e un bassissimo impatto ambientale.Nonostante la loro efficacia i nostri solari sono fortemente svantaggiati da questa nuova raccomandazione.Per questo motivo Weleda ha deciso di cessare la produzione della Crema solare alla Stella alpina SPF 20 e del Latte solare alla Stella alpina SPF 15. Potrete comunque trovare i prodotti nei negozi fino ad esaurimento scorte.

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Dal sito Dr. Haushka
http://tinyurl.com/m8p5nn

I motivi dell’interruzione del Trattamento solare

Durante lo sviluppo dei preparati della Linea solare, WALA aveva deciso di utilizzare come protezione solare uno schermo minerale, poiché i pigmenti minerali svolgono la propria azione esternamente e sono molto ben tollerati dalla pelle. Anche la rivista ÖKO-TEST consiglia i prodotti per la protezione dal sole a base di filtri minerali e valuta in modo assolutamente positivo i prodotti della Linea solare Dr.Hauschka.
In tutti gli attuali prodotti per il trattamento solare Dr.Hauschka la protezione solare dai raggi UVA è stabilita in base agli Standard Australiani e garantisce che il 90% minimo dei raggi UVA che colpiscono la pelle venga filtrato. Fino al momento dell’attuale Raccomandazione della Commissione Europea, questo metodo era quello maggiormente diffuso a livello mondiale per misurare la protezione dai raggi UVA dei prodotti solari. Ora è stata emanata una Raccomandazione da parte della Commissione Europea relativa agli Standard ai quali i prodotti per la protezione solare devono adempiere a partire dall’estate 2009. Per quanto riguarda i preparati per la protezione solare commercializzati in Europa essa prevede, tra le altre cose, che abbiano una protezione minima dai raggi UVA pari ad almeno 1/3 di quella dai raggi UVB.
Con i filtri di protezione chimici il rapporto sopra indicato di 1:3 può essere raggiunto senza problemi. Poiché WALA esclude in assoluto l’utilizzo di filtri chimici, siamo giunti alla conclusione che, stante la situazione, non ci è possibile far fronte agli usuali standard WALA né alle aspettative dei nostri clienti per quanto riguarda il livello di qualità. Per questa ragione, abbiamo deciso di fornire i prodotti della linea solare Dr.Hauschka ai nostri punti vendita solo fino al termine del mese di maggio 2009. Il Latte Dopo Sole Dr.Hauschka verrà invece mantenuto nell’assortimento.
Vi ringraziamo per la comprensione!
Il Team WALA

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Da Unipro
su
Prodotti solari: chiarimenti sull'applicazione della Raccomandazione della Commissione Europea

http://tinyurl.com/m8q2qm

domenica 14 giugno 2009

domenica 7 giugno 2009

Jarek Kubicki

"Nude"

Jarek Kubicki

"Still life 1"

Irina No

"Strawberries and milk"