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L'inverno rovina la pelle
Visite gratis alle tassiste milanesi, la luce fa invecchiare anche quando piove La temperatura si abbassa, il sole impallidisce e le nuvole lo schermano. Ma anche se piove o nevica, la luce persiste e resta la prima responsabile dell'invecchiamento cutaneo. L'inverno, insomma, rovina la pelle. Per invitare il gentil sesso a prendere provvedimenti mirati nasce il progetto 'XL. La protezione viaggia in taxi', promosso da La Roche-Posay insieme all'Adit (Associazione donne italiane tassiste). Le conducenti 'in rosa' sono infatti l'esempio perfetto di come, anche vivendo chiusi nell'abitacolo di un'auto, non si possa sfuggire all'effetto dei raggi Uva. Con l'obiettivo di comunicare l'importanza della fotoprotezione quotidiana, dunque, a tutte le tassiste milanesi verranno offerti una visita dermatologica sulle esigenze cutanee individuali e un kit omaggio con 6 prodotti 'scudo' personalizzati. L'esposizione quotidiana alla luce del giorno, ricordano gli esperti, causa i due terzi dell'invecchiamento cutaneo. Colpa dei raggi Uva, che sono "presenti nella luce diurna e non sono schermati né dalla plastica né dal vetro - spiega Fernanda Distante, specialista in dermatologia e venereologia - per cui si risulta esposti anche negli ambienti chiusi, come in ufficio o in auto, attraverso vetri e finestre e in tutte le stagioni dell'anno, dall'alba al tramonto. Gli Uva sono in grado di penetrare nel derma e determinare l'insorgenza dei tipici segni cutanei di fotoinvecchiamento. Per chi lavora in ambiente chiuso, il 48% della dose annua di Uva è assorbito d'estate, il che significa che il restante 52% è ricevuto nel resto dell'anno. Quest'ultima è una quantità ingente e corrisponde a dosi regolari di Uva più o meno modeste, assunte in modo cronico e inconsapevole", sottolinea. Per prevenire l'invecchiamento cutaneo è quindi fondamentale proteggere la pelle ogni giorno dall'azione dei raggi Uv. Ma uno schermo solare classico pu non essere la soluzione più corretta, assicurano gli specialisti. "Se l'indice Uvb varia con le ore del giorno, le stagioni, il cielo limpido o nuvoloso, il passaggio attraverso vetro e vestiti - aggiunge Luigi Rigano, docente di Chimica dei prodotti cosmetici - questo non avviene per l'indice Uva che rimane costante, per tutte le ore del giorno, durante tutto l'anno e in diverse condizioni espositive", precisa. Ecco perché un prodotto da usare quotidianamente, nella vita lavorativa e non, in tutti i periodi dell'anno, "deve possedere caratteristiche molto diverse da quelle di un prodotto schermante per esposizione da spiaggia", avverte. Se per il mare è necessario un prodotto ad alta protezione, con rapporto di protezione Uva/Uvb pari a uno su tre, per la città lo 'scudo' dagli Uvb pu essere più basso e il rapporto ideale diventa uno a uno.
6 ore fa
