sabato 28 giugno 2008

Anessa perfect smooth sunscreen

Anessa Shiseido,
perfect smoot sunscreen 50+ PA +++, solare destinato al mercato Japan.
inci (in inglese) :
Cyclomethicone, Water, Ethylhexyl Methoxycinnamate, Glycerin, Alcohol, Silica, Polybutylene Glycol/ppg-9/1 Copolymer, Ethylhexyl Ethylhexanoate, Octocrylene, Triethoxycaprylylsilane, Dimethicone, Polymethylsilsesquioxane, Trimethylsiloxysilicate, Methyl Gluceth-10, Dipotassium Glycyrrhizate, Dipotassium Glycyrrhizate, Scutellaria Baicalensis Root Extract, Sodium Hyaluronate, Thymus Serpillum Extract, Potentilla Erecta Root Extract, Peg-9 Polydimethylsiloxyethyl Dimethicone, Distearyldimonium Chloride, Isostearic Acid, Disteardimonium Hectorite, Trisodium Edta, Butylene Glycol, Bht, Phenoxyethanol, Fragrance, Zinc Oxide.

sabato 14 giugno 2008

i miei solari per questi mesi estivi ...

dopo aver provato alcuni prodotti,
mi fermerei su questi, per quanto riguarda la protezione viso :-) ...


la vitamina D ( e il sole )

tra un post e l'altro, in cui ultimamente racconto delle mie cremine solari :-), ne inserisco anche uno sulla vitamina D, per mio promemoria personale ...

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da : http://www.anagen.net/vd.htm

Vitamina D

La vitamina D è una vitamina liposolubile e può essere acquisita sia con l’ingestione che con l’esposizione alla luce solare.
Altri nomi sono calciferolo, ergosterolo, colecalciferolo e ergocalciferolo.
Le provitamine D si trovano nel tessuto animale e nelle piante. La forma sintetica della vitamina D2 è conosciuta come ergocalciferolo ed è utilizzata per vitaminizzare gli alimenti.
La vitamina D3, conosciuta col nome di colecalciferolo, è la forma naturale e la troviamo nell’olio di fegato di pesce.
La vitamina D3 può essere prodotta sinteticamente dall’irradiazione ultravioletta del 7-deidrocolesterolo.
La vitamina D fa parte di quel gruppo di sostanze nutritive che sostengono la crescita e la salute delle ossa. La sua funzione è soprattutto quella di promuovere la mineralizzazione delle ossa. Essa aiuta a sintetizzare quegli enzimi presenti nelle mucose preposti al trasporto attivo del calcio disponibile. Inoltre la vitamina D è necessaria per una buona crescita dei bambini, in quanto, senza di essa, le ossa e i denti non calcificano bene.
Essa è preziosa nel mantenere un sistema nervoso stabile, un’azione cardiaca e una coagulazione sanguigna normali, poiché tali funzioni sono collegate ad una buona utilizzazione da parte dell’organismo di calcio e fosforo.
Gli oli di fegato di pesce sono la maggior fonte naturale di vitamina A e D.
Il latte di mucca, ma anche il latte umano, non contiene quantità sufficienti di vitamina D è deve perciò essere integrato o vitaminizzato.
Attualmente i dosaggi di vitamina D vengono espressi in microgrammi di colecalciferolo (mg) invece che in Unità Internazionali (UI). L’equivalenza è 100 UI = 2,5 mg e 400 UI = 10 mg. Se presa in dosi eccessive, la vitamina D è la più tossica in assoluto.
Il fabbisogno da parte dell’organismo di vitamina D può essere soddisfatto tramite l’esposizione ai raggi solari, che non ha conseguenze tossiche e l’ingerimento di piccole quantità di cibo. L’azione del sole sulla pelle può essere ostacolata dalla presenza di fattori come il fumo, i vetri od i vestiti.
Chi vive in zone poco soleggiate o chi non può esporsi al sole, dovrebbe consumare almeno due tazze al giorno di latte vitaminizzato o una giusta quantità di tuorlo d’uovo, pesci grassi e fegato, secondo il grado di esposizione.
I bambini in fase di crescita hanno bisogno di 10 microgrammi al giorno (accompagnati da un adeguato consumo di calcio) mentre gli adulti devono assumerne la metà. Il Consiglio Nazionale di Ricerca (Usa) stabilisce la dose dietetica di vitamina D a 400 UI al giorno, sufficiente al fabbisogno di tutti gli individui sani che non ne ricavano attraverso l’esposizione ai raggi ultravioletti.

L’esposizione ai raggi del sole per 10 o 15 minuti due o tre volte alla settimana è sufficiente per garantire la quantità di vitamina D necessaria all’organismo.
Le persone con la pelle scura raggiungeranno in 3 ore lo stesso grado di sintesi che una persona con la pelle chiara raggiunge in 30 minuti, quindi il tempo di esposizione deve essere adattato alla pigmentazione della pelle.

Le donne durante la gravidanza e l’allattamento, necessitano di dosaggi extra di vitamina D nella loro dieta (sotto controllo medico).
Un eccesso di vitamina D aumenta l’assorbimento del calcio, che può portare alla rimozione del calcio dalle ossa ed a un accumulo nei tessuti molli, con la formazione di calcoli, come nei reni. Quantità eccessive possono determinare alti livelli di calcio e di fosforo nel sangue e una notevole escrezione di calcio nelle urine, e ciò provoca la calcificazione dei tessuti soffici, delle pareti dei vasi sanguigni e dei tubuli renali: tali disturbi si riassumono nella ipercalcemia. L’indurimento dei vasi sanguigni nel cuore e nei polmoni può portare alla morte. Un’aumentata attività cardiaca richiede più calcio, il quale viene fornito solo se vi è nel sistema sufficiente vitamina D.
Sintomi di dosaggio eccessivo, in forma acuta, si manifestano con frequente urinazione, perdita dell’appetito, nausea, vomito, diarrea, stitichezza, debolezza muscolare, vertigini, stanchezza e calcificazione dei tessuti soffici del cuore, dei vasi sanguigni e dei polmoni e nei casi più gravi confusione, ipertensione, insufficienza renale e coma.
Da una carenza di vitamina D consegue un inadeguato assorbimento del calcio da parte del tratto intestinale e una ritenzione di fosforo nei reni, apportando una mineralizzazione difettosa della struttura ossea. I sintomi della carenza di calcio sono uguali a quelli della carenza di vitamina D. L’incapacità delle ossa deboli di sopportare lo stress del peso si manifesta in deformazioni scheletriche. Il rachitismo, un disturbo osseo dei bambini, è un effetto diretto della carenza di vitamina D. Segni di rachitismo sono l’indebolimento del cranio e delle ossa, con inarcamento delle gambe e della colonna vertebrale, ingrossamento dell’articolazione del polso, del ginocchio e dell’anca, muscoli scarsamente sviluppati e irritabilità nervosa.
La vitamina D ha un ruolo importante durante la dentizione. Essa è necessaria per un buon sviluppo, crescita e rafforzamento della dentatura. Secondo Adelle Davis, la vitamina D serve anche a prevenire le carie dei denti e la piorrea, un’infiammazione degli alveoli dentali. La vitamina D protegge le persone in menopausa dall’osteoporosi causata dal cortisone. Attualmente vengono effettuati degli studi sul legame tra calcitrolo e osteoporosi. Sia la vitamina D che il calcio mantengono le ossa sane o forti durante la menopausa. La vitamina D previene la frattura dell’anca negli anziani. In uno studio scandinavo la vitamina D è stata collegata alla difesa dalla depressione.
Da un'analisi pubblicata dagli Archives of internal medicine che incrocia 18 vecchi studi riguardanti un campione di più di 57000 soggetti, i ricercatori hanno visto che una somministrazione quotidiana di alte dosi di vitamina D riduce il tasso di mortalità del 7% rispetto a quello riscontrato nella popolazione dei Paesi sviluppati. La dose in più è circa 12mcg, più della metà della dose raccomandata dai nutrizionisti (5mcg).
Una ricerca americana dice che 10mcg di vitamina D al giorno riducono del 7% la mortalità per qualsiasi causa.

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particolarmente interessante, nel nostro caso, la nozione :

"L’esposizione ai raggi del sole per 10 o 15 minuti due o tre volte alla settimana è sufficiente per garantire la quantità di vitamina D necessaria all’organismo.
Le persone con la pelle scura raggiungeranno in 3 ore lo stesso grado di sintesi che una persona con la pelle chiara raggiunge in 30 minuti, quindi il tempo di esposizione deve essere adattato alla pigmentazione della pelle."

Questo perchè chi ha la pelle scura, quindi più spessa, comprese le persone proprio di colore, o i bianchi con pelle più spessa magari ispessita dalla eccessiva esposizione al sole, al fine di raggiungere l'agognata tintarella, avranno di conseguenza una pelle schermata anche al passaggio della vitamina D.
Ecco, la Naura ha programmato tutto bene, mi sembra :-), chi ha la pelle chiara deve stare meno al sole, senza per questo subire danni di nessun tipo.


su termine usato : "ispessimento" :
L'abbronzatura è uno stimolo di difesa della cute dovuta all'irritazione solare. La pelle si colora, ispessisce ect. per diventare più robusta e reggere l'offesa solare.

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da altra fonte :
http://www.repubblica.it/2005/l/sezioni/scienza_e_tecnologia/vitaminad/vitaminad/vitaminad.html

[...]
Gli alimenti da soli, senza esposizione al Sole, difficilmente bastano a garantirsi il giusto fabbisogno. Un bicchiere di latte per esempio copre solo un decimo della quantità giornaliera consigliata. E usando gli integratori in commercio si rischia di superare il tetto dei 50 milligrammi giornalieri, oltre il quale si provocano più danni alla salute che benefici, in particolare a fegato e reni. Per calcolare il giusto tempo di esposizione all'aria aperta bisogna tenere conto anche del colore della pelle. I neri per esempio pagano il prezzo di una buona difesa dai raggi ultravioletti con una ridotta produzione di vitamina D. Proprio per ovviare a questo deficit sembra che i primi uomini che popolarono l'Europa settentrionale abbiano acquisito il gene che ha dato una colorazione più chiara alla pelle. A parità di esposizione al sole, i pallidi godevano di una minore protezione contro i danni degli Uv ma di una produzione più abbondante di vitamina D. In genere per raggiungere una buona dose di questa sostanza i medici consigliano almeno un quarto d'ora di sole al giorno. Ma se braccia e busto sono coperti o se il Sole è coperto dalle nuvole occorre raddoppiare il tempo da passare all'aria aperta.
(28 dicembre 2005)

Resveratrolo

http://www.lapelle.it/dermatologia/resveratrolo.htm

IL RESVERATROLO: UN PRINCIPIO NATURALE MULTIFUNZIONALE

Prof. Mario De Rosa, dipartimento di Medicina Sperimentale, 2a Universita' di Napoli, Prof. Mose' Rossi, dipartimento di Biochimica, Universita' Federico II, Napoli .

Presente nelle uve rosse e in altre fonti vegetali, rappresenta una molecola con grande potenzialita' nel trattamento delle alterazioni cutanee da stress
Il resveratrolo (3, 4', 5 - trans-tri-idrossi-stilbene) e' uno stilbene di origine vegetale che si trova in alcune spermatofite, principalmente nell'uva rossa, nelle noccioline americane e nei pinoli, essendosi evoluto nelle piante come una molecola segnale, capace di interagire con le strutture biologiche, attivando una serie di processi di riparo e meccanismi difensivi. La sua sintesi e' indotta dagli stress, fra cui le infezioni e la irradiazione da raggi UV. Recentemente la scoperta di alti livelli di resveratrolo nelle radici dell'erba medicinale Polygonum cuspidatum ha aperto la possibilita' di utilizzare questo principio attivo nel campo cosmetico e degli health foods.
Storia di una molecola
Circa 500 pubblicazioni sulle riviste piu' prestigiose, come Nature, Science, Lancet e molti brevetti internazionali dimostrano l'interesse generale oggi esistente intorno a questa molecola. Il resveratrolo si porta all'attenzione del mondo scientifico e dei mass media all'inizio degli anni '90, quando un importante studio epidemiologico, conosciuto come "France paradox", dimostro' che la bassa incidenza di malattie cardiache nella popolazione francese, che consuma notoriamente una dieta con alti contenuti di grassi, e' legata al consumo regolare di vini rossi che contengono resveratrolo (Clinica Chim. Acta, 237, 155, 1995; Ann. Intern. Med., 117, 646, 1992; Lancet, 338, 464; 1991). La maggior parte della Letteratura internazionale di riferimento per la dermocosmesi e' di tipo brevettuale, per il forte valore applicativo dei risultati delle ricerche nel trattamento della cute stressata da situazioni ambientali o patologiche. Le caratteristiche chimico-fisiche e le proprieta' biologiche del resveratrolo, interessanti per il settore della dermo-cosmesi, sono: l'attivita' antiossidante e radical scavenger della molecola, il suo effetto antinfiammatorio e vasorilassante, la capacita' di stimolare la proliferazione cellulare e la sintesi di collagene, l'azione inibente sulle proteasi e la capacita' di bloccare efficacemente e selettivamente le radiazioni UV-B.
L'azione antiossidante a doppio meccanismo d'azione
Quando le difese antiossidanti cellulari non sono in grado di contrastare l'azione delle specie radicaliche dell'ossigeno (ROS) si instaura nelle cellule un processo noto come stress ossidativo, in seguito al quale le piu' importanti classi molecolari acidi nucleici, proteine e lipidi vengono danneggiate, con compromissione della funzionalita' e della vitalita' delle cellule stesse. A livello cutaneo i ROS originano fenomeni di aging con rilassamento cutaneo e formazione di rughe, e in particolari condizioni anche processi degenerativi. La possibilita' di rafforzare le difese antiossidante endogene, con un apporto esterno di antiossidanti per via alimentare, sistemica o topica rappresenta un'importante strategia preventiva e terapeutica. Un antiossidante puo' agire prevenendo la formazione dei ROS, chelando gli ioni ferro e rame che ne catalizzano la formazione o bloccandone l'azione con una reazione di terminazione che trasforma il radicale in una specie stabile, in questo caso si parla anche di "radical scavenger".
Il resveratrolo e' un efficace antiossidante a doppio meccanismo d'azione, perche' agisce sia come chelante che come radical scavenger. Studi in differenti sistemi modello hanno dimostrato che le proprieta' del resveratrolo sono superiori a quelle delle vitamine C, E e del beta-carotene e che il resveratrolo sviluppa un'azione antiossidante sinergica con queste vitamine (Life Sciences 66, 663, 2000; Life Sciences, 61, 2013, 1997; Neuroreport, 8, 1499 , 1997; Doctor's Guide 1997, Lancet 341, 1103, 1993).
Sinergismo tra azione antinfiammatoria e antiossidante
Il resveratrolo riduce la risposta infiammatoria, inibendo gli enzimi coinvolti nel metabolismo dell'acido arachidonico che attiva il processo infiammatorio, (in particolare inibisce la 5-lipoossigenasi)(Science, 267, 1782, 1995, N. Eng. J. Med, 325, 1593, 1991; BBA, 834, 275, 19 J. Exp. Med., 134, 149, 1971). L'importante sinergismo tra azione antinfiammatoria e antiossidante giustifica l'uso del resveratrolo come composto innovativo in formulazioni cosmetiche protettive della pelle e contro l'invecchiamento.
Attivita' vasorilassante e microcircolo cutaneo
L'attivita' vasorilassante del resveratrolo (Thrombosis and Gaemostasis, 76, 818, 1996; Gen Pharmacol, 27, 363, 1996), consente di migliorare il microcircolo che nutre la cute. Freddo, vento, fumo, UV, determinano la perdita di elasticita' dei vasi sanguigni periferici, limitando l'apporto di ossigeno. In queste condizioni i tessuti divengono sofferenti, rallentano il loro metabolismo, producendo meno elastina e collagene. L'applicazione topica di prodotti contenenti resveratrolo, rivitalizza i tessuti, prevenendo i danni da stress cutaneo.
Trattamento della cute stressata
Il brevetto US 6, 147, 121 documenta che l'applicazione topica di formulati cosmetici contenenti solo resveratrolo come principio attivo conferisce tono alla pelle. Il brevetto riporta una serie di sperimentazioni in vitro su colture di fibroblasti del derma, che dimostrano la capacita' del resveratrolo di stimolare la proliferazione cellulare e la produzione di collagene da parte delle cellule in coltura. Nello stesso brevetto si documenta anche che il resveratrolo inibisce l'espressione delle proteasi responsabili della degradazione della matrice collagenica e delle altre proteine intercellulari.
La capacita' di rivitalizzare i fibroblasti, l'aumentata capacita' di sintetizzare collagene, il prolungamento della shelf life della matrice proteica intercellulare, non attaccata dalle proteasi, concorrono sinergicamente a limitare l'aging cutaneo della pelle, stressata da fattori ambientali e patologici. L'eziologia multifattoriale di una serie di severi disordini cutanei quali la dermatite seborroica, le dermatiti irritative e l'eczema rende in genere poco risolutivi per queste patologie gli approcci terapeutici convenzionali di tipo dermo-cosmetico. La capacita' del resveratrolo di sviluppare sinergicamente una serie di attivita' biologiche relazionate a questi quadri patologici costituisce il razionale di impiego di questa molecola nel trattamento di dermatite seborroica, dermatiti irritative ed eczema. In particolare le attivita' biologiche del resveratrolo che concorrono sinergicamente all'efficacia terapeutica della molecola in queste patologie cutanee a eziologia multifattoriale e con una spiccata componente infiammatoria sono: a) la capacita' della molecola di inibire la perossidazione lipidica, di chelare gli ioni metallici e di agire come radical scavenger; b) il suo coinvolgimento in eventi metabolici cellulari rilevanti per questi quadri patologici come la sintesi degli eicosanoidi e il metabolismo lipidico; c) le attivita' antinfiammatoria, vasorilassante, antiproliferativa e estrogenica di questa molecola, ampiamente documentate sia in vitro che a livello clinico.