giovedì 25 dicembre 2008

L'inverno rovina la pelle

http://www.adnkronos.com/IGN/Altro/?id=3.0.2706840883

L'inverno rovina la pelle

Visite gratis alle tassiste milanesi, la luce fa invecchiare anche quando piove La temperatura si abbassa, il sole impallidisce e le nuvole lo schermano. Ma anche se piove o nevica, la luce persiste e resta la prima responsabile dell'invecchiamento cutaneo. L'inverno, insomma, rovina la pelle. Per invitare il gentil sesso a prendere provvedimenti mirati nasce il progetto 'XL. La protezione viaggia in taxi', promosso da La Roche-Posay insieme all'Adit (Associazione donne italiane tassiste). Le conducenti 'in rosa' sono infatti l'esempio perfetto di come, anche vivendo chiusi nell'abitacolo di un'auto, non si possa sfuggire all'effetto dei raggi Uva. Con l'obiettivo di comunicare l'importanza della fotoprotezione quotidiana, dunque, a tutte le tassiste milanesi verranno offerti una visita dermatologica sulle esigenze cutanee individuali e un kit omaggio con 6 prodotti 'scudo' personalizzati. L'esposizione quotidiana alla luce del giorno, ricordano gli esperti, causa i due terzi dell'invecchiamento cutaneo. Colpa dei raggi Uva, che sono "presenti nella luce diurna e non sono schermati né dalla plastica né dal vetro - spiega Fernanda Distante, specialista in dermatologia e venereologia - per cui si risulta esposti anche negli ambienti chiusi, come in ufficio o in auto, attraverso vetri e finestre e in tutte le stagioni dell'anno, dall'alba al tramonto. Gli Uva sono in grado di penetrare nel derma e determinare l'insorgenza dei tipici segni cutanei di fotoinvecchiamento. Per chi lavora in ambiente chiuso, il 48% della dose annua di Uva è assorbito d'estate, il che significa che il restante 52% è ricevuto nel resto dell'anno. Quest'ultima è una quantità ingente e corrisponde a dosi regolari di Uva più o meno modeste, assunte in modo cronico e inconsapevole", sottolinea. Per prevenire l'invecchiamento cutaneo è quindi fondamentale proteggere la pelle ogni giorno dall'azione dei raggi Uv. Ma uno schermo solare classico pu non essere la soluzione più corretta, assicurano gli specialisti. "Se l'indice Uvb varia con le ore del giorno, le stagioni, il cielo limpido o nuvoloso, il passaggio attraverso vetro e vestiti - aggiunge Luigi Rigano, docente di Chimica dei prodotti cosmetici - questo non avviene per l'indice Uva che rimane costante, per tutte le ore del giorno, durante tutto l'anno e in diverse condizioni espositive", precisa. Ecco perché un prodotto da usare quotidianamente, nella vita lavorativa e non, in tutti i periodi dell'anno, "deve possedere caratteristiche molto diverse da quelle di un prodotto schermante per esposizione da spiaggia", avverte. Se per il mare è necessario un prodotto ad alta protezione, con rapporto di protezione Uva/Uvb pari a uno su tre, per la città lo 'scudo' dagli Uvb pu essere più basso e il rapporto ideale diventa uno a uno.

sabato 28 giugno 2008

Anessa perfect smooth sunscreen

Anessa Shiseido,
perfect smoot sunscreen 50+ PA +++, solare destinato al mercato Japan.
inci (in inglese) :
Cyclomethicone, Water, Ethylhexyl Methoxycinnamate, Glycerin, Alcohol, Silica, Polybutylene Glycol/ppg-9/1 Copolymer, Ethylhexyl Ethylhexanoate, Octocrylene, Triethoxycaprylylsilane, Dimethicone, Polymethylsilsesquioxane, Trimethylsiloxysilicate, Methyl Gluceth-10, Dipotassium Glycyrrhizate, Dipotassium Glycyrrhizate, Scutellaria Baicalensis Root Extract, Sodium Hyaluronate, Thymus Serpillum Extract, Potentilla Erecta Root Extract, Peg-9 Polydimethylsiloxyethyl Dimethicone, Distearyldimonium Chloride, Isostearic Acid, Disteardimonium Hectorite, Trisodium Edta, Butylene Glycol, Bht, Phenoxyethanol, Fragrance, Zinc Oxide.

sabato 14 giugno 2008

i miei solari per questi mesi estivi ...

dopo aver provato alcuni prodotti,
mi fermerei su questi, per quanto riguarda la protezione viso :-) ...


la vitamina D ( e il sole )

tra un post e l'altro, in cui ultimamente racconto delle mie cremine solari :-), ne inserisco anche uno sulla vitamina D, per mio promemoria personale ...

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da : http://www.anagen.net/vd.htm

Vitamina D

La vitamina D è una vitamina liposolubile e può essere acquisita sia con l’ingestione che con l’esposizione alla luce solare.
Altri nomi sono calciferolo, ergosterolo, colecalciferolo e ergocalciferolo.
Le provitamine D si trovano nel tessuto animale e nelle piante. La forma sintetica della vitamina D2 è conosciuta come ergocalciferolo ed è utilizzata per vitaminizzare gli alimenti.
La vitamina D3, conosciuta col nome di colecalciferolo, è la forma naturale e la troviamo nell’olio di fegato di pesce.
La vitamina D3 può essere prodotta sinteticamente dall’irradiazione ultravioletta del 7-deidrocolesterolo.
La vitamina D fa parte di quel gruppo di sostanze nutritive che sostengono la crescita e la salute delle ossa. La sua funzione è soprattutto quella di promuovere la mineralizzazione delle ossa. Essa aiuta a sintetizzare quegli enzimi presenti nelle mucose preposti al trasporto attivo del calcio disponibile. Inoltre la vitamina D è necessaria per una buona crescita dei bambini, in quanto, senza di essa, le ossa e i denti non calcificano bene.
Essa è preziosa nel mantenere un sistema nervoso stabile, un’azione cardiaca e una coagulazione sanguigna normali, poiché tali funzioni sono collegate ad una buona utilizzazione da parte dell’organismo di calcio e fosforo.
Gli oli di fegato di pesce sono la maggior fonte naturale di vitamina A e D.
Il latte di mucca, ma anche il latte umano, non contiene quantità sufficienti di vitamina D è deve perciò essere integrato o vitaminizzato.
Attualmente i dosaggi di vitamina D vengono espressi in microgrammi di colecalciferolo (mg) invece che in Unità Internazionali (UI). L’equivalenza è 100 UI = 2,5 mg e 400 UI = 10 mg. Se presa in dosi eccessive, la vitamina D è la più tossica in assoluto.
Il fabbisogno da parte dell’organismo di vitamina D può essere soddisfatto tramite l’esposizione ai raggi solari, che non ha conseguenze tossiche e l’ingerimento di piccole quantità di cibo. L’azione del sole sulla pelle può essere ostacolata dalla presenza di fattori come il fumo, i vetri od i vestiti.
Chi vive in zone poco soleggiate o chi non può esporsi al sole, dovrebbe consumare almeno due tazze al giorno di latte vitaminizzato o una giusta quantità di tuorlo d’uovo, pesci grassi e fegato, secondo il grado di esposizione.
I bambini in fase di crescita hanno bisogno di 10 microgrammi al giorno (accompagnati da un adeguato consumo di calcio) mentre gli adulti devono assumerne la metà. Il Consiglio Nazionale di Ricerca (Usa) stabilisce la dose dietetica di vitamina D a 400 UI al giorno, sufficiente al fabbisogno di tutti gli individui sani che non ne ricavano attraverso l’esposizione ai raggi ultravioletti.

L’esposizione ai raggi del sole per 10 o 15 minuti due o tre volte alla settimana è sufficiente per garantire la quantità di vitamina D necessaria all’organismo.
Le persone con la pelle scura raggiungeranno in 3 ore lo stesso grado di sintesi che una persona con la pelle chiara raggiunge in 30 minuti, quindi il tempo di esposizione deve essere adattato alla pigmentazione della pelle.

Le donne durante la gravidanza e l’allattamento, necessitano di dosaggi extra di vitamina D nella loro dieta (sotto controllo medico).
Un eccesso di vitamina D aumenta l’assorbimento del calcio, che può portare alla rimozione del calcio dalle ossa ed a un accumulo nei tessuti molli, con la formazione di calcoli, come nei reni. Quantità eccessive possono determinare alti livelli di calcio e di fosforo nel sangue e una notevole escrezione di calcio nelle urine, e ciò provoca la calcificazione dei tessuti soffici, delle pareti dei vasi sanguigni e dei tubuli renali: tali disturbi si riassumono nella ipercalcemia. L’indurimento dei vasi sanguigni nel cuore e nei polmoni può portare alla morte. Un’aumentata attività cardiaca richiede più calcio, il quale viene fornito solo se vi è nel sistema sufficiente vitamina D.
Sintomi di dosaggio eccessivo, in forma acuta, si manifestano con frequente urinazione, perdita dell’appetito, nausea, vomito, diarrea, stitichezza, debolezza muscolare, vertigini, stanchezza e calcificazione dei tessuti soffici del cuore, dei vasi sanguigni e dei polmoni e nei casi più gravi confusione, ipertensione, insufficienza renale e coma.
Da una carenza di vitamina D consegue un inadeguato assorbimento del calcio da parte del tratto intestinale e una ritenzione di fosforo nei reni, apportando una mineralizzazione difettosa della struttura ossea. I sintomi della carenza di calcio sono uguali a quelli della carenza di vitamina D. L’incapacità delle ossa deboli di sopportare lo stress del peso si manifesta in deformazioni scheletriche. Il rachitismo, un disturbo osseo dei bambini, è un effetto diretto della carenza di vitamina D. Segni di rachitismo sono l’indebolimento del cranio e delle ossa, con inarcamento delle gambe e della colonna vertebrale, ingrossamento dell’articolazione del polso, del ginocchio e dell’anca, muscoli scarsamente sviluppati e irritabilità nervosa.
La vitamina D ha un ruolo importante durante la dentizione. Essa è necessaria per un buon sviluppo, crescita e rafforzamento della dentatura. Secondo Adelle Davis, la vitamina D serve anche a prevenire le carie dei denti e la piorrea, un’infiammazione degli alveoli dentali. La vitamina D protegge le persone in menopausa dall’osteoporosi causata dal cortisone. Attualmente vengono effettuati degli studi sul legame tra calcitrolo e osteoporosi. Sia la vitamina D che il calcio mantengono le ossa sane o forti durante la menopausa. La vitamina D previene la frattura dell’anca negli anziani. In uno studio scandinavo la vitamina D è stata collegata alla difesa dalla depressione.
Da un'analisi pubblicata dagli Archives of internal medicine che incrocia 18 vecchi studi riguardanti un campione di più di 57000 soggetti, i ricercatori hanno visto che una somministrazione quotidiana di alte dosi di vitamina D riduce il tasso di mortalità del 7% rispetto a quello riscontrato nella popolazione dei Paesi sviluppati. La dose in più è circa 12mcg, più della metà della dose raccomandata dai nutrizionisti (5mcg).
Una ricerca americana dice che 10mcg di vitamina D al giorno riducono del 7% la mortalità per qualsiasi causa.

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particolarmente interessante, nel nostro caso, la nozione :

"L’esposizione ai raggi del sole per 10 o 15 minuti due o tre volte alla settimana è sufficiente per garantire la quantità di vitamina D necessaria all’organismo.
Le persone con la pelle scura raggiungeranno in 3 ore lo stesso grado di sintesi che una persona con la pelle chiara raggiunge in 30 minuti, quindi il tempo di esposizione deve essere adattato alla pigmentazione della pelle."

Questo perchè chi ha la pelle scura, quindi più spessa, comprese le persone proprio di colore, o i bianchi con pelle più spessa magari ispessita dalla eccessiva esposizione al sole, al fine di raggiungere l'agognata tintarella, avranno di conseguenza una pelle schermata anche al passaggio della vitamina D.
Ecco, la Naura ha programmato tutto bene, mi sembra :-), chi ha la pelle chiara deve stare meno al sole, senza per questo subire danni di nessun tipo.


su termine usato : "ispessimento" :
L'abbronzatura è uno stimolo di difesa della cute dovuta all'irritazione solare. La pelle si colora, ispessisce ect. per diventare più robusta e reggere l'offesa solare.

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da altra fonte :
http://www.repubblica.it/2005/l/sezioni/scienza_e_tecnologia/vitaminad/vitaminad/vitaminad.html

[...]
Gli alimenti da soli, senza esposizione al Sole, difficilmente bastano a garantirsi il giusto fabbisogno. Un bicchiere di latte per esempio copre solo un decimo della quantità giornaliera consigliata. E usando gli integratori in commercio si rischia di superare il tetto dei 50 milligrammi giornalieri, oltre il quale si provocano più danni alla salute che benefici, in particolare a fegato e reni. Per calcolare il giusto tempo di esposizione all'aria aperta bisogna tenere conto anche del colore della pelle. I neri per esempio pagano il prezzo di una buona difesa dai raggi ultravioletti con una ridotta produzione di vitamina D. Proprio per ovviare a questo deficit sembra che i primi uomini che popolarono l'Europa settentrionale abbiano acquisito il gene che ha dato una colorazione più chiara alla pelle. A parità di esposizione al sole, i pallidi godevano di una minore protezione contro i danni degli Uv ma di una produzione più abbondante di vitamina D. In genere per raggiungere una buona dose di questa sostanza i medici consigliano almeno un quarto d'ora di sole al giorno. Ma se braccia e busto sono coperti o se il Sole è coperto dalle nuvole occorre raddoppiare il tempo da passare all'aria aperta.
(28 dicembre 2005)

Resveratrolo

http://www.lapelle.it/dermatologia/resveratrolo.htm

IL RESVERATROLO: UN PRINCIPIO NATURALE MULTIFUNZIONALE

Prof. Mario De Rosa, dipartimento di Medicina Sperimentale, 2a Universita' di Napoli, Prof. Mose' Rossi, dipartimento di Biochimica, Universita' Federico II, Napoli .

Presente nelle uve rosse e in altre fonti vegetali, rappresenta una molecola con grande potenzialita' nel trattamento delle alterazioni cutanee da stress
Il resveratrolo (3, 4', 5 - trans-tri-idrossi-stilbene) e' uno stilbene di origine vegetale che si trova in alcune spermatofite, principalmente nell'uva rossa, nelle noccioline americane e nei pinoli, essendosi evoluto nelle piante come una molecola segnale, capace di interagire con le strutture biologiche, attivando una serie di processi di riparo e meccanismi difensivi. La sua sintesi e' indotta dagli stress, fra cui le infezioni e la irradiazione da raggi UV. Recentemente la scoperta di alti livelli di resveratrolo nelle radici dell'erba medicinale Polygonum cuspidatum ha aperto la possibilita' di utilizzare questo principio attivo nel campo cosmetico e degli health foods.
Storia di una molecola
Circa 500 pubblicazioni sulle riviste piu' prestigiose, come Nature, Science, Lancet e molti brevetti internazionali dimostrano l'interesse generale oggi esistente intorno a questa molecola. Il resveratrolo si porta all'attenzione del mondo scientifico e dei mass media all'inizio degli anni '90, quando un importante studio epidemiologico, conosciuto come "France paradox", dimostro' che la bassa incidenza di malattie cardiache nella popolazione francese, che consuma notoriamente una dieta con alti contenuti di grassi, e' legata al consumo regolare di vini rossi che contengono resveratrolo (Clinica Chim. Acta, 237, 155, 1995; Ann. Intern. Med., 117, 646, 1992; Lancet, 338, 464; 1991). La maggior parte della Letteratura internazionale di riferimento per la dermocosmesi e' di tipo brevettuale, per il forte valore applicativo dei risultati delle ricerche nel trattamento della cute stressata da situazioni ambientali o patologiche. Le caratteristiche chimico-fisiche e le proprieta' biologiche del resveratrolo, interessanti per il settore della dermo-cosmesi, sono: l'attivita' antiossidante e radical scavenger della molecola, il suo effetto antinfiammatorio e vasorilassante, la capacita' di stimolare la proliferazione cellulare e la sintesi di collagene, l'azione inibente sulle proteasi e la capacita' di bloccare efficacemente e selettivamente le radiazioni UV-B.
L'azione antiossidante a doppio meccanismo d'azione
Quando le difese antiossidanti cellulari non sono in grado di contrastare l'azione delle specie radicaliche dell'ossigeno (ROS) si instaura nelle cellule un processo noto come stress ossidativo, in seguito al quale le piu' importanti classi molecolari acidi nucleici, proteine e lipidi vengono danneggiate, con compromissione della funzionalita' e della vitalita' delle cellule stesse. A livello cutaneo i ROS originano fenomeni di aging con rilassamento cutaneo e formazione di rughe, e in particolari condizioni anche processi degenerativi. La possibilita' di rafforzare le difese antiossidante endogene, con un apporto esterno di antiossidanti per via alimentare, sistemica o topica rappresenta un'importante strategia preventiva e terapeutica. Un antiossidante puo' agire prevenendo la formazione dei ROS, chelando gli ioni ferro e rame che ne catalizzano la formazione o bloccandone l'azione con una reazione di terminazione che trasforma il radicale in una specie stabile, in questo caso si parla anche di "radical scavenger".
Il resveratrolo e' un efficace antiossidante a doppio meccanismo d'azione, perche' agisce sia come chelante che come radical scavenger. Studi in differenti sistemi modello hanno dimostrato che le proprieta' del resveratrolo sono superiori a quelle delle vitamine C, E e del beta-carotene e che il resveratrolo sviluppa un'azione antiossidante sinergica con queste vitamine (Life Sciences 66, 663, 2000; Life Sciences, 61, 2013, 1997; Neuroreport, 8, 1499 , 1997; Doctor's Guide 1997, Lancet 341, 1103, 1993).
Sinergismo tra azione antinfiammatoria e antiossidante
Il resveratrolo riduce la risposta infiammatoria, inibendo gli enzimi coinvolti nel metabolismo dell'acido arachidonico che attiva il processo infiammatorio, (in particolare inibisce la 5-lipoossigenasi)(Science, 267, 1782, 1995, N. Eng. J. Med, 325, 1593, 1991; BBA, 834, 275, 19 J. Exp. Med., 134, 149, 1971). L'importante sinergismo tra azione antinfiammatoria e antiossidante giustifica l'uso del resveratrolo come composto innovativo in formulazioni cosmetiche protettive della pelle e contro l'invecchiamento.
Attivita' vasorilassante e microcircolo cutaneo
L'attivita' vasorilassante del resveratrolo (Thrombosis and Gaemostasis, 76, 818, 1996; Gen Pharmacol, 27, 363, 1996), consente di migliorare il microcircolo che nutre la cute. Freddo, vento, fumo, UV, determinano la perdita di elasticita' dei vasi sanguigni periferici, limitando l'apporto di ossigeno. In queste condizioni i tessuti divengono sofferenti, rallentano il loro metabolismo, producendo meno elastina e collagene. L'applicazione topica di prodotti contenenti resveratrolo, rivitalizza i tessuti, prevenendo i danni da stress cutaneo.
Trattamento della cute stressata
Il brevetto US 6, 147, 121 documenta che l'applicazione topica di formulati cosmetici contenenti solo resveratrolo come principio attivo conferisce tono alla pelle. Il brevetto riporta una serie di sperimentazioni in vitro su colture di fibroblasti del derma, che dimostrano la capacita' del resveratrolo di stimolare la proliferazione cellulare e la produzione di collagene da parte delle cellule in coltura. Nello stesso brevetto si documenta anche che il resveratrolo inibisce l'espressione delle proteasi responsabili della degradazione della matrice collagenica e delle altre proteine intercellulari.
La capacita' di rivitalizzare i fibroblasti, l'aumentata capacita' di sintetizzare collagene, il prolungamento della shelf life della matrice proteica intercellulare, non attaccata dalle proteasi, concorrono sinergicamente a limitare l'aging cutaneo della pelle, stressata da fattori ambientali e patologici. L'eziologia multifattoriale di una serie di severi disordini cutanei quali la dermatite seborroica, le dermatiti irritative e l'eczema rende in genere poco risolutivi per queste patologie gli approcci terapeutici convenzionali di tipo dermo-cosmetico. La capacita' del resveratrolo di sviluppare sinergicamente una serie di attivita' biologiche relazionate a questi quadri patologici costituisce il razionale di impiego di questa molecola nel trattamento di dermatite seborroica, dermatiti irritative ed eczema. In particolare le attivita' biologiche del resveratrolo che concorrono sinergicamente all'efficacia terapeutica della molecola in queste patologie cutanee a eziologia multifattoriale e con una spiccata componente infiammatoria sono: a) la capacita' della molecola di inibire la perossidazione lipidica, di chelare gli ioni metallici e di agire come radical scavenger; b) il suo coinvolgimento in eventi metabolici cellulari rilevanti per questi quadri patologici come la sintesi degli eicosanoidi e il metabolismo lipidico; c) le attivita' antinfiammatoria, vasorilassante, antiproliferativa e estrogenica di questa molecola, ampiamente documentate sia in vitro che a livello clinico.

sabato 5 aprile 2008

Abbronzatura addio ecco le ragazze pallide

"La Repubblica"
http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/cronaca/ragazze-pallide/ragazze-pallide/ragazze-pallide.html

Cronaca

Tra le adolescenti italiane impazza il look gotico
molte in cerca di nuovi prodotti per difendersi dal sole

Abbronzatura addio
ecco le ragazze pallide

di Laura Laurenzi

ARRIVANO i visi pallidi, in controtendenza con l'abbronzatura in agguato. La pelle di luna diventa così un culto, che accomuna le donne vicine ai cinquanta, e dunque in lotta con le rughe, e le giovanissime. Madri e figlie. Un trend rilanciato da stilisti e produttori di cosmetici, vedi il numero crescente di modelle diafane e aristocraticamente pallide che si moltiplicano sulle passerelle e sulle riviste di moda. Rinunciamo a tutto ma non alle creme e al trucco: lo confermano i dati relativi al Cosmoprof, il salone mondiale della bellezza che si terrà a Bologna dal 10 al 13 aprile. Il mercato tiene, anzi fa segnalare un aumento del 2,5 per cento rispetto all'anno precedente, con un fatturato globale che si avvicina ai nove miliardi di euro e un vero boom delle creme anti-età.

LE STAR DALLA PELLE DI LUNA

Giovani (o simil-giovani), levigate e pallidissime. C'è il candore chic e c'è quello da fidanzata del vampiro, tendenza Pierrot. "Fra le adolescenti italiane impazza il look gotico e moltissime si rivolgono agli specialisti a caccia di nuovi prodotti per difendere il viso dai raggi del sole e assicurarsi un colorito candido", sostiene Riccarda Serri, specialista in dermatologia all'Università degli Studi di Milano. Un trend, per una volta, amico della bellezza. "Le fans del gothic look sono davvero giovanissime - prosegue la specialista - e a giovarne è la pelle. Evitare un'overdose di lampade abbronzanti a quindici anni regalerà un incarnato dall'aspetto più giovane a trenta." Una moda che, rilanciata al cinema dall'ultimo film di Tim Burton, "Sweeney Todd", più che all'ottocentesco candore virginale si rifà al mito orientale della pelle da geisha. Tuttavia la cosiddetta "white-mania" è, secondo gli esperti, un fenomeno dovuto al fatto che la popolazione occidentale sta invecchiando. Donne fra i 45 e i 50 anni, che in gioventù si sono esposte al sole con incoscienza e nessuna protezione, oggi fanno i conti con il photageing e corrono ai ripari alla ricerca di trattamenti estetici non invasivi e di nuove creme schiarenti che uniformino il colorito e riassorbano le macchie. Sono le pentite dell'abbronzatura.Modelli assoluti di bellezza incontaminata risultano quelle star che, data anche la natura della loro carnagione, non si sono mai esposte al sole, da Nicole Kidman a Cate Blanchett, da Kate Moss a Eva Herzigova a Carla Bruni, bianche in omaggio a bellissime e fatali super pallide ormai entrate nella leggenda come Greta Garbo e Marlene Dietrich. E le donne che da bambine sentivano Mina cantare "tintarella di luna, tintarella color latte" fanno oggi un brusco dietro-front e spendono fortune nel tentativo di porre rimedio al troppo sole preso in anni ormai lontani. I preparati più innovativi saranno presentati al Cosmoprof. Ecco le nuove creme in commercio, in alcuni casi a segnare l'esordio delle cellule staminali in cosmetica, come Amatokin dei laboratori Voss, o come l'ultima crema Re-Nutriv di Estée Lauder a base di resveratrato individuato come "molecola della giovinezza". E poi l'antirughe all'estratto vegetale di alfa-alfa e alla vitamina K di Lancôme, la Lift Cream Oro RVB a base di acido jaluronico, la crema ridensificante al silicio puro Biotherm, quella al gamma orizanolo anti raggi Uv-a dell'Erbolario o all'estratto di yuzu di Shiseido o il siero antimacchie di Kanebo o il kit dermo-peeling all'acido piruvico e gluconico di Collistar. Infine la crema Cosmo a base di veleno di vipera che agisce come botox naturale usata da Hillary Clinton, corsa ai ripari dopo l'odiosa ondata di critiche alle sue rughe. Gli ultimi dati forniti dall'Unipro fotografano una tendenza particolarmente dinamica (più 9,8 per cento) anche per i prodotti mirati al contorno occhi, la zona più vulnerabile ai segni del tempo. Volano anche gli anti-età mirati al corpo, con un aumento del 10 per cento. Molto richieste (più 7 per cento) anche le creme idratanti, nutrienti, esfolianti sempre per il corpo. Toniche, sode e con l'alito profumato: il mercato dei colluttori ha superato i 135 milioni di euro (più 19,2 per cento rispetto all'anno precedente). Ma la vera impennata, con un aumento che supera il 44 per cento, è quella legata ai prodotti per l'igiene e la bellezza del piede.

(5 aprile 2008)

mercoledì 2 aprile 2008

protezioni solari - il mio primo solare made in Japan :-)
















è di DHC, è il White Sunscreen SPF 35 PA+++

venerdì 21 marzo 2008

protezioni solari

in questo periodo sono passata al Roc, Minesol - emulsione effetto anti-lucido SPF 30.

lunedì 3 marzo 2008

Uemura Shoen


"Scene from a Noh Play Kinuta"
Yamatane Museum of Art

lunedì 25 febbraio 2008

La pelle dei Giapponesi


Apparire e mantenersi giovani con una pelle perfetta e' sempre stato un desiderio delle donne giapponesi. Specialmente se la cute rimane chiara, ai limiti del bianco. Questa tendenza sembra essere originata molti secoli orsono, in Cina, ai tempi della dinastia Tang (all’incirca alla fine dell’Impero Romano d’Occidente). La realta' e' che, naturalmente, la pelle delle donne orientali non e' del tutto chiara, e con l’esposizione al sole assume una tonalita' a meta' fra il giallo e il marrone. Cosa che avveniva soprattutto nelle classi sociali piu' umili, fra le donne che lavoravano nei campi. Nacque cosi', per ragioni di classe, il tentativo di mantenersi il piu' possibile distante dai raggi solari. Un fenomeno portato agli estremi dalle Geishe che, per raggiungere la perfezione estetica, usavano dipingersi il volto di bianco. La conoscenza dei danni provocati dal sole alla pelle fanno parte di una cultura ormai millenaria, e a rinforzare questa giusta convinzione ci sono numerosi studi condotti dalle universita' giapponesi. Di recente, si sono comparate le condizioni cutanee di un’ampia popolazione femminile, fra i 5 e i 65 anni, che vive nella localita' di Kagoshima, nel sud del Giappone, con quella che abita ad Akita, nell’estremo nord dell’arcipelago. La prima riceve una media di raggi solari 1,5 volte piu' grande della seconda e mostra un maggior numero di rughe facciali, anche piu' profonde, una superiore presenza di macchie attiniche e senili, piu' evidenti segni di disidratazione e d’invecchiamento cutaneo a livello del derma, tanto che, a quarant’anni, una donna di Kagoshima ha di media la stessa pelle di una quarantottenne abitante nella citta' piu' a nord. Risultati come questi vengono molto enfatizzati dai media e hanno un grande impatto sulle donne giapponesi, fra le piu' grandi consumatrici al mondo di protettori solari e di cosmetici antiaging. Una recente indagine condotta dell’Universita' di Tokio, ha evidenziato infatti come la maggior parte delle donne giapponesi di mezza eta' desiderino eliminare dal viso le iperpigmentazioni cutanee, quali le lentigo senili e il cloasma, cresciute negli ultimi decenni per l’aumentare del tempo dedicato alla vita all’aria aperta della popolazione. Il 38% di questi soggetti utilizza cosmetici acquistati nei grandi magazzini e soltanto l’11% si rivolge al dermatologo per ottenere una cura. In Giappone stanno avendo grande successo nuovi prodotti di bellezza arricchiti con fotoprotettivi biologici quali i carotenoidi o anti-radicali liberi quali i polifenoli del te' verde e le pro-antocianine dell’uva, o addizionati con le ceramidi, fondamentali componenti della barriera cutanea. Le giovani donne nipponiche per raggiungere gli agognati risultati estetici non esitano a perseguire anche strade molto distanti dalle tradizioni e convenzioni culturali del paese. Fino a qualche decade fa, infatti, la maggior parte dei giapponesi pensava che alterare, in qualsiasi modo, l’anatomia e l’equilibrio naturale del proprio corpo fosse un fatto negativo, ora procedimenti come un peeling chimico o anche un intervento di chirurgia plastica sono pratiche normali e socialmente accettabili. Il fenomeno inizia negli anni ‘90, con l’arrivo dagli Stati Uniti e dall’Europa di nuovi metodi per combattere l’invecchiamento, a partire dai laser fino alle piu' recenti applicazioni di tossina botulinica. Il numero degli interventi nell’ultimo anno sono raddoppiati, cio' nonostante i prezzi praticati dagli specialisti giapponesi, il cui numero e' ancora insufficiente a coprire la domanda crescente, siano fra i piu' alti al mondo, quasi il doppio rispetto agli Stati Uniti. I pazienti sono soprattutto donne che non esitano a spendere una media di circa 600 dollari per un peeling chimico per rimuovere i segni dell’acne e dell’eta'. Gli alti costi per la chirurgia plastica hanno determinato un nuovo fenomeno di turismo della salute verso la Corea, a solo due ore di volo, un paese le cui donne sono molto ammirate in Giappone per la bellezza della pelle. Fra le procedure piu' richieste c’e' il laser resurfacing per rimuovere dal viso alcuni difetti cutanei (principalmente rughe perioculari e cicatrici da acne). Un recente studio epidemiologico ha messo in evidenza che il 58.6% degli studenti universitari soffriva di acne, con un evidente impatto sulla loro qualita' della vita, e oltre il 90% aveva avuto un episodio della malattia almeno una volta nel corso dell’adolescenza. Anche il problema della pelle sensibile attrae una grande attenzione da parte di giovani donne il cui numero - secondo recenti studi di mercato - e' notevolmente cresciuto nel corso degli ultimi anni. A detta dei dermatologi giapponesi, questo incremento sarebbe dovuto, oltre che all’uso di cosmetici e shampoo molto aggressivi, soprattutto ai cambiamenti nello stile di vita delle ragazze, in particolare nelle abitudini alimentari e nell’abuso di alcool e tabacco. Alcune ultime curiosita': si e' recentemente fatto strada il ricorso a metodi ultrasonici per l’analisi dello spessore della cute, della sua architettura e organizzazione, un fenomeno che sembrava colpire con l’aging solo la razza caucasica, ma che oggi si e' dimostrato presente anche nella pelle orientale. Il successo di questa metodica trova origine anche nella presumibile correlazione fra la elasticita' cutanea e la densita' ossea nelle donne in fase post-menopausa, un dato che puo' servire a predire una futura osteoporosi, patologia molto frequente in Giappone. Per finire: i laser dermatologici piu' diffusi nel paese sono quelli a CO2 e l’Erbium. (M.G.)

Dermatologia nipponica
La pelle dei Giapponesi appartiene generalmente al fototipo I e II. Essa va incontro ai normali fenomeni di aging e fotoaging, anche se essi si caratterizzano piu' per cambiamenti nella pigmentazione che con lo sviluppo precoce delle rughe. La dermopatia piu' riscontrabile nella popolazione giovanile e' l’acne, ma molto frequenti sono anche la dermatite atopica e l’eczema. Diffuse anche la vitiligine, la psoriasi, il cloasma e le neoplasie cutanee, dai carcinomi basocellulari ai melanomi. Fra le persone piu' anziane si registrano casi di xerosi, prurito, disidrosi e dermatiti nummulari.

Un’associazione ultracentenaria
La Japanese Dermatological Association fu fondata nel dicembre del 1890 dal prof. Keizou Dohi della Tokyo Imperial University e l’anno successivo tenne il suo primo congresso nazionale durante il quale fu presentato il primo numero del ­­­­''The Japanese Journal of Dermatology''. Nel corso degli oltre 107 anni di vita, l’attivita' dell’Associazione si e' svolta nell’ambito della ricerca, della diagnosi e del miglioramento dei trattamenti di patologie molto diffuse quali l’eczema, la dermatite atopica, le infezioni cutanee, i tumori della pelle. Un grande sforzo e' stato fatto anche per raggiungere la completa scomparsa del morbo di Hansen dal paese. Nel 1974 fu fondato un ''research group'' interessato a valutare l’impatto delle dermopatie sulla qualita' della vita dei pazienti, ancora molto attivo nel supporto alle Associazioni di malati. Nel 1982 Tokyo ospito' il 16th World Congress of Dermatology e in tutti i congressi internazionali la delegazione di dermatologi giapponesi e' sempre fra le piu' numerose.

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tratto da: http://www.lapelle.it/

mercoledì 13 febbraio 2008

il fondotinta Sante - Naturkosmetik

bene :-) ... ho finalmente trovato un ottimo fondotinta !
La mia ricerca si orientava verso le marche americane, dato che fanno colori chiari. Decisamente in usa c'è molta attenzione in tal senso. Con Aveda ho fatto un passo avanti rispetto ad altri prodotti di profumeria.

Le marche tedesche naturali sono meravigliose. Però ho visto un po' di colori, non mi parevano molto chiari. Ma loro sono chiare di pelle, le mie ricerche e sperimentazioni continueranno. Con Sante già ci siamo :-).
Ho preso il Creme Make-up, in Porzellan Farbe 20.

l'inci è pressochè perfetto !
Aqua, Glycine Soja, Glyceryl Stearate SE, Simmondsia Chinensis, Glycerin, Prunus Dulcis, Olea Europaea, Cera Flava, Parfum, Chamomilla Recutita, Palmitic Acid, StearicAcid, Cetyl Alcohol, Bisabolol, Tocopherol, Citric Acid, Sodium Citrate, Limonene, Linalool, Geraniol, Citral, Citronellol, CI 77891, CI 77491, CI 77492, CI 77499.

il risultato è mat e dolce. un profumino ... io amo questo fdt !

qui il link del sito tedesco che lo vende :


http://www.kosmetikkaufhaus-zapf.de/index.php?Kennung=68a37fe0e623e8aa485db650fc32ba1b




giovedì 7 febbraio 2008

Maschera viso del 7/2 e Protezione solare

oggi ho miscelato insieme :

2 cucchiai di caolino,
latte concentrato in crema,
miele,
eau thermale Avène,
1 cucchiaino di olio di pépins de raisin,
3 gocce di o.e. di camomilla romana,
5 gocce di bisabololo.

Questa maschera non secca sul viso, dà particolare turgore e lenisce.

Da inizio febbraio sto usando uno schermo solare minerale, il latte protezione moderata della Avène, SPF 25.
Lo stendo tutti i giorni, proprio come protezione da città.

mercoledì 30 gennaio 2008

Frederic Edwin Church

(pittore americano) - Morning in the Tropics






domenica 13 gennaio 2008

Maschera viso del 12/01

ho miscelato :

2-3 cucchiai di caolino,
1 cucchiaio di yogurt bianco magro,
1 cucchiaino di ossido di zinco,
1 cucchiaio colmo di miele extra vergine,
3 gocce di o.e. di camomilla romana,
1 cucchiaino di olio di pépins de raisin.

Ho scoperto che la mia pelle ama il miele.
Quindi userò spesso del miele per rendere cremose le maschere.

*Pale Beauty - Fondotinta

non è semplice trovare il proprio fondotinta.
io lo cerco, ovviamente, chiarissimo.
questo nella foto qui sotto è di Aveda
.
è il "Dual Foundation" (SPF12), in _Cream_.

Ingredients: Mica, Dimethicone, Silica, Zinc Stearate, Squalane, Oryza Sativa (Rice) Starch, Magnesium Myristate, Astrocaryum Murumuru Butter, Polygonum Cuspidatum Root Extract, Tourmaline, Malachite, Glycine Soja (Soybean) Oil, Tocopherol, Ascorbyl Palmitate, Methicone, Sodium Dehydroacetate, Fragrance (Parfum), Linalool, Limonene, Geraniol, Citronellol, Methylparaben, Propylparaben, [+/-(May Contain) Titanium Dioxide (CI 77891), Ultramarines (CI77007), Iron Oxides (CI 77491, CI 77492, CI 77499)].

venerdì 4 gennaio 2008

Nevica ...


















cosa c'è di più ... bianco ?!!!

sono a casa, ho fatto un impacco per il viso, unendo :
aloe vera in gel,
1 cucchiaino di olio di Calendula,
4 gocce di Bisabololo.

è venuta una cremina giallina trasparente, dolce, l'ho tenuta una mezz'ora, ho tolto con acqua tiepida.
mi ha aiutata per il rossore, fuori fa davvero freddo ...